In ambito medico, con il termine colesterolemia si indica la concentrazione di colesterolo presente nel sangue.
Quando questo valore risulta superiore ai limiti consigliati si parla di ipercolesterolemia, una condizione che merita attenzione poiché, se protratta nel tempo, aumenta il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari.
In Italia si stima che il problema interessi circa il 21% degli uomini e il 23% delle donne; a questi dati si aggiunge un’ampia fascia di popolazione (circa il 35%) con valori borderline, non ancora patologici ma comunque elevati.
Che cos’è il colesterolo
Il colesterolo è una sostanza fondamentale per il corretto funzionamento dell’organismo. Appartiene alla famiglia dei lipidi ed è un componente essenziale delle membrane cellulari.
La maggior parte del colesterolo (circa il 95%) si trova all’interno delle cellule, dove viene utilizzata per la sintesi della vitamina D, degli acidi biliari e di diversi ormoni, inclusi quelli sessuali.
Nell’ipercolesterolemia, il colesterolo circolante nel sangue è presente in quantità eccessiva. Questa condizione tende a manifestarsi più frequentemente con l’avanzare dell’età, poiché il colesterolo totale aumenta progressivamente negli anni.
Si parla di ipercolesterolemia quando il colesterolo totale, dato dalla somma di LDL e HDL, risulta superiore ai valori raccomandati.
Valori di riferimento del colesterolo
I valori considerati ottimali sono generalmente:
- Colesterolo totale: fino a 200 mg/dl
- Colesterolo LDL: fino a 100 mg/dl
- Colesterolo HDL: non inferiore a 50 mg/dl
Tipi di ipercolesterolemia
L’ipercolesterolemia non è una condizione unica, ma può presentarsi in forme differenti in base alle cause e alle modalità di insorgenza.
Le principali tipologie sono:
- Ipercolesterolemia primaria, non associata ad altre patologie o condizioni cliniche (come gravidanza, ipotiroidismo, sindrome nefrosica, anoressia o terapie farmacologiche specifiche);
- Ipercolesterolemia secondaria, conseguente a un’altra malattia;
- Ipercolesterolemia multifattoriale, determinata dalla combinazione di più fattori.
Nell’ipercolesterolemia primaria rientrano sia le forme genetiche, dovute a mutazioni del DNA, sia le forme idiopatiche, nelle quali non è possibile individuare una causa precisa.
Sintomi dell’ipercolesterolemia
Nella maggior parte dei casi, livelli elevati di colesterolo non causano sintomi evidenti. Per questo motivo, la condizione viene spesso diagnosticata solo quando sono già presenti alterazioni delle arterie, come l’aterosclerosi.
L’unico strumento efficace per individuare un colesterolo elevato è il prelievo ematico.
Nelle forme più gravi di ipercolesterolemia familiare, in particolare nella forma omozigote, i valori possono essere estremamente elevati (anche 3–5 volte superiori alla norma). In questi casi possono comparire segni clinici come gli xantomi, depositi di colesterolo visibili sulla cute o a livello della cornea.
Il colesterolo tende tuttavia ad accumularsi prevalentemente nelle arterie, e talvolta il primo segnale della malattia può essere un evento cardiovascolare acuto, come l’infarto.
Cause e fattori di rischio
Un aumento del colesterolo LDL diventa particolarmente rilevante quando si associa ad altri fattori di rischio cardiovascolare, tra cui:
- fumo o uso di nicotina
- sedentarietà
- ipertensione arteriosa
- diabete mellito
- sovrappeso o obesità
- ridotta funzione renale
- familiarità per ipercolesterolemia o malattie cardiovascolari
Anche l’alimentazione ha un ruolo centrale. Le evidenze più recenti non indicano più l’eliminazione totale di alimenti come uova o burro, ma sottolineano l’importanza di una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura, con un consumo moderato di carne e una maggiore attenzione a cereali integrali, legumi e grassi di buona qualità.

Prevenzione e diagnosi precoce
In presenza di colesterolo elevato, il primo intervento consiste nella modifica dello stile di vita. È consigliabile ridurre l’assunzione di grassi animali, aumentare il consumo di alimenti che favoriscono l’aumento del colesterolo HDL (come pesce azzurro, frutta secca e olio extravergine di oliva) e praticare attività fisica regolare.
L’esercizio fisico, infatti, contribuisce a ridurre il colesterolo LDL e ad aumentare quello HDL.
Quando le modifiche dello stile di vita non sono sufficienti, il medico, dopo una valutazione individuale del rischio cardiovascolare, può indicare una terapia farmacologica mirata per il controllo dei livelli di colesterolo nel sangue.
